ARZANO, LA FARSA DELLE DIMISSIONI

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Apprendiamo che la nostra Sindaca ha convocato i gruppi politici di maggioranza per discutere sul ritiro delle sue dimissioni
Ebbene, dopo circa 15 giorni, dal suo comunicato nel quale ha accusato la maggioranza che l’ha sostenuta di intralciarla nel suo lavoro di legalità e trasparenza, la sindaca torna sui suoi passi e cerca un modo per ritirare le dimissioni
Situazione paradossale che Arzano non merita. La saccente sindaca Aruta dapprima comunica le proprie dimissioni, con l’unico obiettivo di ricattare la sua stessa maggioranza che avrebbe dovuto prostrarsi ai suoi piedi e pregarla di ripensarci, ma, resasi conto, che nessuno l’ha calcolata, ha messo in campo il piano B e cioè convocare i gruppi politici e promettere “mari e monti” pur di non tornare a casa
Evidentemente la poltrona e l’indennità hanno preso il sopravvento rispetto alla coerenza e trasparenza tanto decantata da Aruta che, sembra, abbia messo sul tavolo anche la testa del suo fidato assessore Pollice, l’unico che sapeva delle dimissioni, pur di convincere i consiglieri di maggioranza a non mandarla a casa. Anche questo è un film già visto, allorquando ha messo alla porta, in meno di un minuto, la sua ex “amica del cuore” Tramontano pur di restare ancorata alla sua dorata poltrona.
Arzano non merita questa situazione, un sindaco arrogante che pur di non andare a casa utilizza metodi da vecchia politica. Gli stessi metodi che ha sempre criticato tacciando i suoi stessi consiglieri di essere scarsi, impreparati e portavoce di interessi personali. Evidentemente ora quei consiglieri le servono pur di restare al suo posto.
Confidiamo nell’onesta intellettuale di chi ha realmente a cuore gli interessi del paese come riportato nel post sottoscritto da tutti i consiglieri di maggioranza in risposta alle paradossali dimissioni della sindaca che non ha avuto nemmeno il rispetto di comunicarlo prima alla sua maggioranza ed al suo partito PD, ponendo lo stesso in una situazione politicamente imbarazzante nei confronti dei vertici provinciali e regionali.