Arzano, Il progetto “Smart City” crea molto allarmismo con chi ci abita. Bisogna informare ?

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Arzano, Un progetto che nasce per rendere la città “Smart City sta finendo per rendere la vita quotidiana decisamente più complicata e persino insicura per chi ci vive.

Il contrasto tra l’ambizione tecnologica (minibus elettrici e aree verdi) e la realtà dei fatti (fili tranciati e buio pesto) è un classico esempio di quando la pianificazione sulla carta non tiene conto del “cantiere reale”.

I cittadini con una richiesta ufficiale chiedono

chiarimenti al Comune.

1. Il “Giallo” della Cabina di Metano
Questo è il punto più allarmante. Se la cabina del gas serve l’intera città e non compare nel progetto iniziale, siamo di fronte a una grave lacuna documentale.

Il rischio: Intervenire con scavi pesanti vicino a un’infrastruttura critica non segnalata è pericoloso.

L’impatto: Se i lavori dovessero danneggiare la cabina, il danno non sarebbe solo locale ma cittadino. È possibile che il progetto sia attualmente in stand-by proprio perché i tecnici hanno “scoperto” l’ostacolo durante i rilievi sul campo.

2. Sicurezza e Blackout
Il fatto che la luce pubblica sia assente da giorni a causa dei cavi tranciati trasforma un disagio tecnico in un problema di ordine pubblico.

L’oscurità è il miglior alleato per la microcriminalità.

La responsabilità civile in caso di incidenti o rapine in un’area di cantiere non messa in sicurezza ricade pesantemente sull’impresa esecutrice e sull’amministrazione.

3. L’Impatto Socio-Economico
La soppressione del parcheggio di via Pecchia sembra ignorare il tessuto sociale della zona:

Commercio: In zone ad alta densità come le palazzine INA Casa, il parcheggio non è un lusso, ma il polmone dei negozi di vicinato.

Mobilità: Sostituire parcheggi residenti con uno stazionamento per minibus che servono altri comuni appare ai cittadini come un “esproprio” di spazio vitale senza alcun beneficio diretto.