di Giovanni Aruta
È un segnale forte e necessario. Quando la cronaca si fa così pesante — tra la violenza degli omicidi e la sfida aperta alle istituzioni come l’aggressione ai carabinieri —
La scelta delle sei parrocchie di Arzano di scendere in strada con l’Arcivescovo di Napoli Don Mimmo Battaglia trasforma un rito tradizionale come la Via Crucis in un atto di resistenza civile e spirituale.
Ecco i punti chiave di questa iniziativa:
L’Unità della Comunità: Il fatto che tutte e sei le parrocchie si muovano insieme dimostra che non si tratta di un’iniziativa isolata, ma di un fronte comune della “Arzano sana”.
La Presenza del Territorio: Partire da Piazza Cimmino e attraversare le vie della città significa riappropriarsi fisicamente degli spazi che la criminalità tenta di sottrarre alla cittadinanza.
Il Ruolo di Don Mimmo Battaglia: La presenza dell’Arcivescovo, da sempre molto vicino alle periferie e noto per i suoi appelli contro la camorra e l’indifferenza, conferisce all’evento una rilevanza che va oltre i confini comunali.
“Vogliamo dare voce alla parte sana della città”
Questa frase dei parroci è il cuore del messaggio: la violenza non rappresenta Arzano, e la comunità ha bisogno di guardarsi in faccia per ritrovare il coraggio della legalità.
È un momento di partecipazione importante per chiunque creda che la risposta alla violenza debba essere collettiva e non solo delegata alle forze dell’ordine.







