Arzano, Elezioni comunali: quanta confusione ed incapacità. Ma c’è chi si ostina ad andare avanti!

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di Giovanni Aruta
Per le prossime elezioni del 26 maggio ad Arzano è lo specchio di una realtà complessa, segnata da una profonda stanchezza democratica e da un senso di disillusione che molti cittadini condividono..
1. Il Campo del Centrosinistra: Unità o Frammentazione?

Nonostante la caduta della giunta Aruta, l’asse PD-Nuove Generazioni-M5S sembra voler restare unito, ma i nomi in ballo riflettono visioni diverse: A Napoli chiediamo il campo Largo, ma sarà un campo stretto.

• Antonio Borrelli: Il profilo dell’ex questore garantirebbe un’immagine di legalità e rigore, ma le resistenze interne indicano che Arzano chiede forse un ritorno alla politica “di prossimità” piuttosto che a figure puramente istituzionali.

• Daniela D’Angelo: Rappresenta l’alternativa interna, pronta a compattare la coalizione se non si trovasse l’accordo sul profilo tecnico. Anche se in queste ore si è fatto anche il nome di Giuseppe Vitagliano voluto dal M5 stelle e Nuove Generazioni. Siamo alla follia.

2. Il Centro e la Destra: Il bivio delle liste civiche
In molti comuni, per superare la diffidenza verso i partiti nazionali (Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega), si sceglie lo schermo delle liste civiche.

• L’ago della bilancia: Se il CDU (Centro Democratico Unitario) di Salvatore Mancino , Francesco De Rosa e Luigi Del Prete trovasse un accordo con l’area di Giuseppe Vitagliano, si creerebbe quel blocco d’alternativa capace di rompere l’egemonia del centrosinistra.

• Il rischio: Senza una coalizione unica, il voto di centro e di destra si disperderà, favorendo nuovamente le forze che hanno governato con scarsi risultati finora.
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Lo “Squallore” e i Costi della Politica
La discrepanza tra le indennità di funzione (sindaco e assessori) e lo stato di degrado del paese.
Nota: Sebbene gli stipendi degli amministratori locali siano ora parametrati per legge a quelli dei presidenti di Regione (un aumento deciso a livello nazionale), è la percezione di ingiustizia a fare male: quando il cittadino non vede servizi, vede solo il costo della politica.
Cosa succederà ora? Le prossime due settimane saranno decisive per la presentazione ufficiale delle liste. Il vero test sarà vedere se i cittadini ascolteranno l’appello a votare “persone perbene” o se prevarranno ancora una volta le vecchie logiche di appartenenza o di interesse.

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1. Il Centrosinistra: Tra “Legge e Ordine” e Continuità
La coalizione uscente si trova davanti a un bivio identitario.

• Antonio Borrelli (L’opzione “Alto Profilo”): Come ex Questore di Caserta, la sua figura è chiaramente una risposta alla necessità di legalità e sicurezza in un territorio difficile. Il suo programma punterebbe probabilmente su una riorganizzazione della macchina comunale e su un controllo serrato del territorio. Il rischio è che venga percepito come un “papa straniero” o troppo distante dalle dinamiche quotidiane dei quartieri.

• Daniela D’Angelo (La “Politica del Territorio”): Conosce bene la macchina amministrativa e i meccanismi del consiglio. Il suo punto di forza è la conoscenza dei problemi reali delle persone. Se dovesse spuntarla lei, il programma sarebbe più incentrato sui servizi sociali e la manutenzione urbana, cercando di recuperare il rapporto con i cittadini che si è interrotto con lo scioglimento della giunta Aruta.

2. Il Centrodestra: La scommessa di Giuseppe Vitagliano
Il centrodestra ad Arzano è storicamente frammentato, ma il nome di Giuseppe Vitagliano sembra voler fare sintesi.
• Profilo: Rappresenta l’area moderata e di destra che cerca di riprendersi la città dopo anni di opposizione o commissariamenti.
• Strategia: Probabilmente punterà tutto sulla critica alla gestione passata e sul rilancio delle attività commerciali. Il suo successo dipenderà da quanto riuscirà a “civicizzare” la coalizione, nascondendo i simboli di partito che ad Arzano faticano a sfondare.

3. Il Centro (CDU): Il terzo polo e il rilancio storico
Qui si gioca la partita più interessante per chi non si riconosce nei due blocchi tradizionali.

• Salvatore Mancino e Francesco De Rosa: Entrambi hanno esperienza e una base elettorale solida. Il CDU con le sue 4 liste si presenta come la forza che vuole “superare lo squallore” con una proposta di centro moderato.
• Rilancio del Centro Storico: È qui che si concentra la loro sfida. Il centro storico di Arzano è da anni in stato di abbandono. Il loro programma dovrebbe (o potrebbe) prevedere:

• Incentivi per il commercio di vicinato.

• Recupero degli spazi comuni per strapparli al degrado.

• Semplificazione burocratica per chi vuole ristrutturare e abitare il cuore della città.
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Cosa serve davvero?
Arzano ha bisogno di un cambio di paradigma:

1. Dalla “Politica degli incarichi” alla “Politica del fare”: Ridurre il distacco tra le indennità degli amministratori e i risultati visibili (strade, parchi, sicurezza).

2. La Costituente Popolare: Anche se i partiti non faranno un passo indietro, il candidato che riuscirà a includere nel suo programma le istanze della “gente comune” (come suggerito dal giornale Prospettive) avrà un vantaggio enorme.