Arzano, Due concittadini si incontrano a Catanzaro e parlano della loro gioventù trascorsa ad Arzano: Una bella storia!

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Quando Annarita Palaia Presidente dell’ Associazione “Afrodite” mi ha invitato al “Festival delle Diversabilità” di Catanzaro, sul momento non ho abbinato la città calabrese a Castrese De Rosa, la cosa è avvenuta qualche ora dopo.

Quando mi sono reso conto che il mio amico d’ infanzia era Prefetto di Catanzaro mi sono emozionato tantissimo, ho svelato la cosa ad Annarita e la sorpresa è stata enorme anche per lei che conosceva benissimo Castrese, era stato con lui in altri eventi e non aveva parole per descrivere la figura di questo uomo delle istituzioni meraviglioso sotto tutti i punti di vista, disponibile, umanamente disponibile, attento alle istanze sociali di tutti e sempre presente specialmente quando si trattava di disabilità, ogni qualvolta i suoi tanti impegni da Prefetto glielo permettevano.

Allora ho contattato Castrese, ci siamo massaggiati felici entrambi per questa sorprendente opportunità che avevamo ed insieme abbiamo aspettato il 4 maggio quando poi ci saremmo incontrati dopo 40 anni dall’ultima volta.

E l’incontro, lo stupendo incontro è avvenuto lì, nell’ Auditorium del Liceo Enrico Fermi di Catanzaro, ci siamo abbracciati forte, commossi entrambi, davanti ad una platea composta da un numero enorme di studenti ed insegnanti commossi anche loro, partecipi e testimoni dei nostri abbracci.

Ma bisognava ascoltarlo Castrese mentre faceva il suo intervento di altissimo spessore sociale ed istituzionale, vederlo mentre si alzava dalla scrivania per andare a parlare direttamente in mezzo alla gente che lo acclamava e lui che aveva la stessa energia ed empatia di sempre e le trasmetteva tutte. E mentre parlava ho visto chiaramente l’affetto enorme che i catanzaresi provano per il nostro Castrese De Rosa, lo amano, lo ritengono uno di loro e sono tutti assai tristi in questo momento perché fra pochi giorni lui finirà di essere il loro Prefetto per tornarsene nella sua Terni dove abita.

E bisognava osservarlo bene Castrese quando si mobilitava immediatamente quando c’era bisogno di aiutare ragazzi in carrozzina per farli salire e scendere dal palco. Non solo Prefetto, ma uomo, padre ed amico di tutti.

Insieme, io e Castrese, mentre eravamo vicini, mentre ci raccontavamo del tempo trascorso insieme, ho potuto anche rendermi conto del suo affetto ancora immutato per Arzano il suo paese di origine che da tanti anni è anche il mio.

Quando è stato il mio momento gli ho regalato il mio libro “Al mio segnale scatenate l’ infermo” ma soprattutto gli ho regalato 3 copie del suo giornale “L’idea” che avevo in archivio e che lui con tanto amore e passione pubblicava e per il quale anche io scrivevo di tanto in tanto come collaboratore.

Alla vista di quelle copie si è emozionato ancora di più, le ha mostrate a tutti con gioia spiegando cosa era per lui giovanissimo, quel giornale, e spronando i giovani a fare di tutto per mettere in pratica le proprie idee, a stimolarli e a pretendere risposte dalle istituzioni.

Grazie di cuore Castrese, per me che non sono abituato né alla retorica né ad enfatizzare troppo le cose e chi mi conosce lo sa, credimi quello di ieri è stato un incontro che non dimenticherò per tutto il resto della vita.
Lello Marangio