Arzano, Don Raffaele festeggia 40 anni di sacerdozio. Una vita dedicata a Gesù e alle persone.

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Padre Raffaele da cosa nasce il tuo Sì a Cristo? Avevi altri progetti al momento della chiamata? Che cosa o chi ti ha spinto ad abbandonare i tuoi sogni, le tue aspettative per seguire il Signore?

Sono sempre stato pronto e disponibile per Cristo. Nel Vangelo ho scoperto il Suo atteggiamento di servizio per gli altri. Questo ha folgorato la mia vita e mi ha portato a mettere da parte tutti gli altri sogni e aspettative per seguirlo sulla strada della vocazione sacerdotale.
La mia numerosa famiglia, in un primo momento, è rimasta sorpresa per questa mia particolare decisione, ma poi mi ha sempre sostenuto ed aiutato sia nel momento della mia formazione in Seminario che successivamente nella vita sacerdotale. Non posso non ricordare, il conforto e l’aiuto, in quel momento così importante e delicato della mia vita, del carissimo parroco del SS. Salvatore di Piscinola e mio padrino di Cresima, don Angelo Ferrillo,che mi accompagnò in Seminario a Casoria il 2 ottobre del 1974, e poi del parroco di S. Agrippino, don Mario Arfè e don Giuseppe Liccardo: ad essi mi sento legato con particolare venerazione e amicizia. Ricordo con affetto tutti i sacerdoti del seminario che mi hanno aiutato nella mia formazione sacerdotale, il rettore del seminario minore e Vescovo di Ischia, Mons.Filippo Strofaldi, il rettore dei miei anni di liceo, Mons.Luigi Diligenza, Arcivescovo di Capua, e il rettore dei miei anni di teologia che mi ha portato al sacerdozio, il Cardinale Agostino Vallini; ma soprattutto ricordo tutte le Comunità parrocchiali che ho sempre viste accanto a me e che anche oggi, numerose, mi hanno sostenuto e abbracciato come un loro figlio: le comunità di S.Agrippino e del Sacro Cuore, quando ero seminarista, e della SS.Annunziata, dove sono parroco da ormai trentacinque anni.
La vita sacerdotale non è una strada semplice. Ha mai avuto momenti di sconforto, di sofferenza o qualche ripensamento per la decisione di seguire Cristo e il Vangelo?
Non ho mai avuto ripensamenti per la mia scelta sacerdotale. Ho avuto, però, delle situazioni di sofferenza nella storia della mia vocazione che tuttavia ho sempre vissuto come momenti di “verifica” che hanno rafforzato la mia decisione. L’ideale della vita sacerdotale mi ha sempre affascinato. La perfezione è difficile da raggiungere, ma la mia prontezza e generosità per il Vangelo c’è sempre stata.
Sono consapevole che potevo fare di più, ma mi conforta il fatto che ho sempre donato generosamente al servizio della Chiesa tutto il mio essere e tutta la mia persona. Comprendo che ciò che è richiesto ad un parroco e ciò che effettivamente sono riuscito a dare o mi sono sforzato di fare, nonostante i miei limiti, non potrà mai raggiungere la completezza. Ma quello che ho potuto fare l’ho sempre fatto generosamente e con prontezza.
Sono passati 40 anni di sacerdozio e 35 anni di parrocato. Quali i desideri che coltivi nel cuore per il prossimo futuro?

Voglio fermamente rimanere in questo mio impegno di fare la volontà di Dio: in questo c’è il segreto della realizzazione della mia vita. Ho iniziato a Sant’Agrippino come vice parroco per oltre 5 anni; al Sacro Cuore come vice parroco per circa 2 anni; sono stato Cappellano al cimitero di Arzano per circa 5 anni e professore di religione da circa 38 anni sia alle scuole medie inferiori sia alle superiori tra Casoria, Afragola, Napoli e Arzano; infine dal 24 ottobre del 1991 sono parroco della SS. Annunziata. Ho sempre accolto tutte le comunità in cui ho svolto il mio servizio sacerdotale come un segno evidente della Volontà di Dio.
Il suo rapporto con i giovani: cosa vuole dire loro?
Che possano accostare i sacerdoti scevri da preconcetti. Il sacerdote è una persona amica e vicina a loro, che svolge non semplicemente un ruolo, ma un servizio di vicinanza per sostenerli nella loro formazione e realizzazione.
Ricordo con particolare attenzione l’impegno che ho profuso verso di loro, ma anche verso tutti i fedeli, non solo nella celebrazione dell’Eucaristia, ma soprattutto nel sacramento della Riconciliazione. Il Sacramento della Riconciliazione è stato ed è ancora un accompagnarli, aiutarli e incoraggiarli nel momento di ricucire il rapporto con Dio e con i fratelli; un sostenerli nella fiducia e nella speranza.
Nel mio ministero di confessore ho sempre assolto, non mi sono mai pentito di questo e ho sempre visto il miracolo del rinnovamento nella gioia per una vita nuova riconciliata in Cristo.
Ricordo le mie varie attività di formazione per i giovani nei tantissimi campi scuola. Il mio primo campo scuola risale ad agosto-settembre del 1984, da seminarista, a Riccia (CB) presso i Padri Giuseppini: moltissimi di quei giovani oggi sono papà e mamme, professionisti, operai, impiegati, ecc…
A loro e a tutti i miei giovani va il pensiero di gioia e la mia preghiera sacerdotale in questo momento particolare.
«Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita ». Cosa ti ha portato a scegliere questa frase?
La frase della Parola di Dio che ho scelto è presa dal Salmo 27,4 ed esprime l’insieme dei miei sentimenti che in questo mio 40° anniversario ho nel cuore. Voglio “stare con il Signore”. È il punto di partenza da cui ricevo sostanza e sussistenza. Poi voglio “Stare nella sua casa” che non è solo la chiesa, ma la Comunità tutta. E abitarvi “tutti i giorni della mia vita”, rimanere cioè per sempre, per poter donare tutta la mia vita, tutto il mio essere, perché questa è la Volontà di Dio.
Con quale sintesi vuoi chiudere questa bella intervista per il tuo quarantesimo di Sacerdozio?
Ordinato sacerdote il 26 Marzo 1986, ho celebrato la mia Prima Messa a S. Agrippino il 4 Aprile 1986 e oggi dal profondo del mio cuore elevo al Signore questo inno di Lode:
Pastore buono del gregge, Ti ho dato la mia vita, Tu mi hai dato Tutto. Amen.