il genio pittorico di una donna del Seicento ci insegna il valore del coraggio.
(Giusy Cirillo) Nell’agosto del 2024 è pubblicato in Italia per Libreria Pienogiorno il romanzo dedicato ad Artemisia Gentileschi di Elizabeth Fremantle, membro della prestigiosa Historical Writer’s Association, considerata esponente della narrativa storica contemporanea.
Molto ben accolto dai lettori, specie dalla critica, che così lo ha definito: per l’Independent: “È un capolavoro, il libro dell’anno”, per il Times: “Eccezionale”, per Library Journal: “Magnifico”, per il Daily Mail: “Un romanzo travolgente e magnetico come la sua eroina”. La stessa autrice rivela le motivazioni del perché lo ha scritto: “Era da tempo che desideravo raccontare la sua storia, da quando ero stata folgorata dai dipinti di questa artista eccezionale”, “È la prima pittrice donna a spostare lo sguardo maschile”, “Guardi il suo lavoro e lo vivi dalla prospettiva delle donne. Era uno sguardo completamente nuovo, rivoluzionario” e conclude aggiungendo che “La storia di Artemisia ha trovato un’ulteriore risonanza in me perché anch’io ho subìto uno stupro a un’età simile. […], mi sono sentita obbligata a raccontare la storia della ribellione di Artemisia Gentileschi e del suo rifiuto di accettare di essere una vittima. È stato liberatorio, e così è nato La disobbediente”.
Si è verificata una curiosità singolare, ossia la pubblicazione in Italia è coincisa con la realizzazione di una bellissima mostra, organizzata a Napoli, presso il Complesso Monumentale di Santa Chiara, dedicata alla nostra protagonista, vera icona della forza delle donne: “Artemisia Gentileschi. Un grande ritorno a Napoli dopo 400 anni”.
Come precisato dalla Fremantle, il contesto è quello storico-sociale del ‘500, dove la “donna” è relegata solo alla cura della prole e al rispetto sottomesso del marito, mentre la trama si ispira a reali circostanze dell’esistenza della grande artista del Seicento, che si afferma come la prima donna a essere ammessa alla prestigiosa Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze. Un merito che le consentirà anche di viaggiare molto in Italia e in Inghilterra, dove dipinge per il re Carlo I d’Inghilterra e la moglie, Enrichetta Maria. Dietro questo genio pittorico, che eguaglia o addirittura supera quello maschile, chi vuole manifestarsi? Artemisia Lomi Gentileschi (Roma 1593-Napoli 1656?), orfana di madre, poco più che bambina, rimane affascinata dalla maestria del padre pittore, che le infonde la passione per quest’arte, nella quale per talento lei lo supererà, le preziose conoscenze nell’ottenere e mescolare le polveri dei colori. La sua formazione si svolge nel contesto romano di scuola caravaggesca e sotto l’egida premurosa del genitore, che non manca di elogiarla e valorizzarla, in un’arte, considerata pratica esclusiva dei maschi. Stringe amicizia con Galileo Galilei che la stima e Michelangelo Buonarroti. Nel fiore dei suoi anni, si concentra solo nel dimostrare le sue doti artistiche e nel perfezionarle, suscitando la gelosia dello stesso padre Orazio, che arriva a fingersi l’autore dei suoi quadri. Tuttavia, diviene inconsapevolmente vittima sacrificale di un uomo Agostino Tassi, pittore, sposato, di maggiore età, amico del padre, che con l’inganno, prima le promette crescita artistica, poi sconvolto da cotanta bravura di lei, decide di portarla a sé per poi abusarne. Ciò sconvolge la vita della giovane, frantuma i sogni e compromette le doti artistiche, mentre il disprezzo e l’esclusione interessano lei e la sua famiglia. Le sarà imposto di sposare il Tassi, rifiuta, subisce un processo condotto da maschi, senza sottrarsi a torture molto pesanti, ma restando fedele a sé e alle sue convinzioni, sarà scagionata. Trasferitasi a Firenze, si riscoprirà donna, viaggerà per affermarsi artista di eccellenza.
Solo alla fine ‘900, tale genio e personalità avranno piena giustizia. La sua frase “La verità è donna” la rappresenta al meglio e diviene il manifesto di determinazione, di chi combatte con sicurezza e dignità per il trionfo della verità, anche quella più celata.
Fonte foto: Libreria Pienogiorno.




