Quando, Chi, Cosa, Come fare I Piani di Emergenza

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Dott. Luigi Paesano
Direttore del Centro Trasfusionale dell’Ospedale San Paolo

In Italia, purtroppo, tendiamo a pensare che in caso di eventi catastrofici ogni cosa debba andare male; naturalmente questa negatività scaturisce dalle esperienze viste in tv; siamo talmente rassegnati, specialmente al sud, che qualora qualcosa vada nel verso giusto pensiamo sia stato un colpo di fortuna: ebbene non è così! Negli Ospedali pubblici, infatti, esistono vari piani di emergenza per fronteggiare le varie situazioni che si possono presentare; lo stesso discorso potrà sicuramente essere applicato anche alla Protezione Civile, alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate.
In questi piani sono innanzi tutto specificate le possibili emergenze; giusto per avere una panoramica, possono verificarsi catastrofi naturali (terremoti, caduta di materia spaziale, alluvioni, esondazioni, frane, valanghe, tifoni, uragani e trombe d’aria, precipitazioni eccezionali di grandine o neve, ecc.), catastrofi correlate all’uomo (incidenti aerei, ferroviari o stradali, incidenti industriali come incendi ed esplosioni e rilascio di sostanze tossiche o inquinanti o radioattive, incendi boschivi o urbani, collassi tecnologici con black-out energetico o mancanza di rifornimento idrico, crolli di edifici e infrastrutture quali ponti e dighe, ecc.) e infine le catastrofi conflittuali (atti terroristici, sommosse, guerre, uso di armi, incidenti durante manifestazioni sportive o feste popolari, ecc.).
Il flusso di attività prevede che un soggetto tra la Prefettura, la Protezione Civile, le Forze dell’Ordine o la Centrale del 118 segnalino un allarme alla Direzione Ospedaliera, la quale, valutata la reale emergenza, attiverà l’unità di crisi, richiamando in servizio tutti i Primari; a questo punto, Reparto per Reparto, verrà verificata la disponibilità di farmaci e altri presidi sanitari e sarà valutata, stante la situazione, l’esigenza dell’intervento di altro personale; in caso di emergenza infatti tutto il personale è reperibile e richiamabile in servizio, indipendentemente dalla normale turnazione e dalla reperibilità, inoltre chi è di guardia non potrà smontare. Nel caso in cui sia preventivabile l’esistenza di una situazione a rischio, come nel corso di manifestazioni particolarmente affollate (tipo i concertoni di fine anno), può anche essere predisposto preventivamente il raddoppio della guardia nei reparti di emergenza. Ogni Ospedale, ovviamente, deve avere una scorta di farmaci e di presidi di emergenza e allo stesso modo ha un piano di evacuazione dei feriti; esiste anche una scorta regionale di emergenza di unità di sangue, utilizzabile, però, solo per eventi catastrofici ed è esclusivamente a disposizione del Prefetto.
Lo scopo dei Piani di Emergenza, con le procedure operative da applicare, è quello di coordinare le attività per mantenere livelli di assistenza efficaci ed efficienti anche in situazioni di emergenze straordinarie.