


Basta percorrere pochi metri di strade cittadine per rendersi conto di quanto la manutenzione urbana a Casavatore sia, ancora una volta, un capitolo lasciato in sospeso. Due episodi, distanti pochi giorni l’uno dall’altro, raccontano la stessa storia: quella di un’amministrazione che sembra accorgersi dei problemi solo quando qualcuno li documenta.
Sulla circonvallazione esterna un impianto semaforico giace abbattuto sullo spartitraffico, con i relativo palo di sostegno piegato ed esposto al passaggio di veicoli e pedoni, senza che nessuno abbia provveduto alla rimozione né, tantomeno, al ripristino delle condizioni di sicurezza e dell’impianto stesso. Eppure, parliamo di un tratto di strada ad alto scorrimento, dove il semaforo non è un elemento accessorio ma un elemento imprescindibile per la regolazione del traffico e degli attraversamenti.
Chi transita quotidianamente su quell’arteria – automobilisti, motociclisti, pedoni che devono attraversare in prossimità del punto – si trova davanti a un doppio pericolo: da un lato l’ostacolo fisico dell’impianto a terra, dall’altro l’assenza della regolazione semaforica in un punto che ne ha pregnante bisogno.
Su via Marconi, invece, un albero ormai secco, evidentemente perché non adeguatamente curato, si è schiantato sul marciapiede, occupando parte del passaggio pedonale. Ennesimo episodio che testimonia un problema più ampio: quello di una gestione del modestissimo patrimonio arboreo cittadino affidata più al caso che a un piano di potature e controlli periodici. Perché un
albero secco non cade all’improvviso: mostra segnali – rami spogli, corteccia deteriorata, chioma assente – che un servizio di manutenzione del verde attento dovrebbe intercettare prima che si trasformi in un pericolo per chi cammina su quel marciapiede. Anche in questo caso, l’albero caduto è rimasto a terra quale simbolo silenzioso di un’inerzia amministrativa che si ripete.
Non è la prima volta che episodi di questo tipo vengono documentati a Casavatore, e difficilmente sarà l’ultima se non cambierà l’approccio: dalla reazione all’emergenza alla prevenzione programmata. Nel frattempo, un semaforo abbattuto resta sullo spartitraffico e un albero secco resta a terra su un marciapiede, in attesa di un intervento che, ancora una volta, tarda ad arrivare: la sicurezza può attendere!




